Carnevale di Ivrea – Storia Informazioni e Curiosità

Foto Carnevale Ivrea

Ivrea, Il Carnevale

Continuiamo il nostro tour giungendo ad Ivrea e qui troviamo un altro carnevale, il cui festeggiamento unico e spettacolare è stato riconosciuto come manifestazione italiana di rilevanza internazionale, come da comunicazione della Presidenza del  Consiglio dei Ministri.

La leggenda vuole che la Mugnaia, la figlia del mugnaio, si volle ribellare allo jus primae noctis preteso dal tirannico barone e accese una rivolta popolare. Con questo ricordo il Carnevale si rinnova ogni anno come grande Festa Civica durante la quale la cittadinanza di Ivrea celebra la propria capacità di autodeterminazione.

Nei tre giorni del carnevale assistiamo alla sfilata con gruppi folcloristici, carri e bande musicali locali o anche di altre regioni, persino estere. Due tradizioni in particolare si sono tramandate fino ad oggi: la sfilata del corteo storico e la battaglia delle arance. Nel corteo sfilano dunque: La banda, in uniforme con giubba rossa e pantaloni verdi che esegue “La Canzone del Carnevale”, l’inno ufficiale della festa che, nelle sue parole, celebra la rivolta popolare contro il tiranno; gli Alfieri con le antiche bandiere dei rioni, seguito dal corteo a cavallo guidato dal Generale; dietro a lui sfilano gli ufficiali dello Stato Maggiore e le Vivandiere, con le divise blu e rosse dell’esercito napoleonico; vi partecipa anche il Sostituto Gran Cancelliere. Uno dei momenti più emozionanti è il passaggio della Mugnaia che sfila su un carro dorato, abbigliata di una lunga veste di lana bianca, decorata da una fascia verde sulla quale è appuntata una coccarda rossa con i simboli del carnevale, una mantella pregiata ed in testa indossa il rosso berretto frigio.

Il momento più spettacolare è però La battaglia delle arance: si dice che questa risalga alla metà dell’ottocento quando iniziarono scherzose schermaglie tra i carri sfilanti e la gente sui balconi.

La battaglia condotta con le modalità attuali nacque nel XX secolo diventò anch’essa simbolo delle lotte del popolo contro la nobiltà: dunque si formarono le prime squadre a piedi di aranceri che dovevano simboleggiare la popolazione in sommossa e si prepararono i primi carri da getto che dovevano rappresentare gli scagnozzi del barone.

I carri vivacemente addobbati, sono trainati da pariglie o quadriglie di cavalli; ciascuno di essi trasporta un gruppo formato da non più di una decina di “aranceri”, protetti da costumi con vistose imbottiture e da terrificanti maschere di cuoio con grate di ferro per riparare il viso.

Ogni banda a piedi è formata da molte decine di aranceri che vanno all’assalto del carro che transita dalla piazza cercando di colpire soprattutto gli avversari sulla maschera protettiva, in modo che il succo delle arance entri loro negli occhi. Indossano colorati costumi con campanelli alle caviglie e con casacche legate in vita, semiaperte sul davanti in modo da contenervi una buona provvista di arance e non indossano protezioni.

Il carnevale viene chiuso con una cerimonia: l’Abbruciamento degli Scarli che si svolge nelle piazze e nei rioni per cui vien dato fuoco agli scarli (pali rivestiti di erica e ginepro) scelti, solitamente: lo scarlo di piazza Maretta, quello in piazza Castello, quello del Rodolino, quello in piazza di Città e quello del Borghetto.

Le alte cariche raggiungono a cavallo le varie piazze e accendono i fuochi. Se la fiamma sale rapidamente sino alla banderuola posta sulla cima dello scarlo, se ne traggono buone premonizioni.

Il momento più importante di questa cerimonia finale si svolge in piazza di Città: viene dato fuoco allo scarlo e la Mugnaia sta ritta sul suo carro reggendo la spada col braccio teso verso l’alto sino a quando sarà bruciata la banderuola tricolore che sta in cima al palo. Poi, abbassata la spada, lancia alla folla uno alla volta i garofani rossi del bouquet che ornava il suo carro.

Vi è venuta voglia di andare al prossimo carnevale di Ivrea?


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